Per il cinquantesimo compleanno
di mia moglie
Riva Trigoso, 19 marzo 1999
(a Gabry)
Dalla riva del Petronio
s'alza un volo di rondini
appena tornate ed ogni anno
torna il tuo giorno insieme ai fìori
di pesco e alla mimosa.
Ad ogni età una donna è bella
perché qualcosa di prezioso e nuovo
conserva nello scrigno segreto.
Ogni donna nel tempo
è la stessa ed un'altra,
diversa dalla precedente,
da amare in modo diverso, sempre,
da trascurare mai,
perché non si spenga la luce del primo sorriso che donò
l'incanto, quando ancora non vedevamo
in quella luce progetto di vita, di famiglia.
La tua famiglia è qui oggi a dirti
che è bellissimo avere cinquant'anni
e tanti altri ancora coi tuo viso
fra le mie mani a renderlo felice,
gioventù che rinasce più saggia
in un abbraccio, in una risata,
nelle parole che ti regalo
perché l'amore che ti circonda
fa d'ogni età un prodigio.

Nel primo silenzio del giorno
Ancora buio.
Fra le pozzanghere
va senza meta sicura
un gatto turbato
dal solo rumore
dei miei passi.
Si diffonde
dall'unica inezia luce
accesa il profumo
del primo pane.
Io verso il bus delle sette
voi ancora tutti in casa
sempre più dentro m
nel primo silenzio dei giorno.

La Pioggia ci colse a Montmartre
Primo luglio. Vorrei che lo scroscio inatteso,
quel rombo lontano, da laggiù
dove mette un manto nero la campagna
e l'aria già calda si fa d'erba
e di terra dolcemente odorosa,
fosse ancora la pioggia
che ci colse a Montmartre, un anno fa.
Ricordi?
Fuggivano i pittori con le tele,
il clown intento a dialogare
col violino e i bimbi divertiti
dalle sue mille smorfie.
In un attimo la piazza fu deserta.
Passò veloce anche quell'estate
e presto sulla sabbia ancora tiepida
sfoglierà il primo vento di settembre
un album di sorrisi, fra il verde e l'azzurro,
che sono già ricordi.
Ma noi sappiamo che quando luglio torna
ancora due anime a Montmartre
s'abbracciano ridendo sotto il temporale.

Meglio un'antica strada
Anche le più belle
tombe son blocchi
di gelido marmo
non sanno e non dicono.
meglio un'antica strada
un portone severo
e quell'aria piena
del tuo tempo
che intorno si respira.
Ancora ti accompagna con lo sguardo
quel saluto dalla finestra,
meglio passare ogni tanto
rivivere attimi
per incontrare ancora
chi ti ha amato.

Tu mi riporti l'alba della vita.
21 dicembre 1989, a mia figlia
Tu mi riporti l'alba della vita
la certezza della nostra eternità
e sbocciando, gioiosa come primula,
inauguri questo gelido tragitto del tempo.
Perdonami.
Come ho potuto ignorarti
per tanti banali giorni
ebbro d'effimero plauso
Purificami,
insieme vinceremo
l'inesorabile parabola degli anni.
Non sapevo quanto puoi rendere
alti i pensieri
quanto possiamo sentire vicina
la Mano che tutto rinnova.
Dal funesto lago di Narciso
mi traggano in salvo ogni giorno
le tue piccole braccia
che inconsapevoli trovano le mie
ora, nel caldo approdo
del primo contatto d'amore.

Cantavi amore e solitudine
a Mia Martini
Cantavi gli amori senza domani.
Ci fu sorella la tua voce ad ogni storia finita,
ad ogni ritrovata solitudine.
Dignità la tua di donna sola che non
vede orizzonti ma sa attendere in disparte
qualcuno che forse verrà e sarà l'unico
nell'universo. Come gli amanti distratti, egoisti,
perduti di quelle canzoni, ora anche la vita
ti ha lasciata. "E' una pazzia la nostalgia"
cantavi ma quella stagione di pianti improvvisi
e nuovi gioiosi fremiti sembra ora
più lontana. Sta volando via dal tempo
insieme a te...
(in ricordo di Mia Martini. L'ultimo applauso
è in un giorno di maggio del 1995. Piove.
La primavera tarda a farsi sentire...)

Scendo verso un mio lontano giorno
Centro di Genova. Piazza Fontane Marose.
Ora deserta, immobile.
Chiusi gli uffici, solitudini consumate
in piccoli scuri bar. Irreale l'aria, come questo silenzio.
Voltarsi, vedere che non tutto s'inquadra
in un futuro di schermi, dove cliccare sarà vivere
e un bancomat sostituirà la poesia del vecchio caffè.
Non tutto è travolto, Via Luccoli rimane com'era.
Scendo verso un mio lontano giorno
quando facevo segno di nascosto a mia madre,
(avevo riconosciuto una di quelle signore
tanto diverse da lei, il Gozzano di Cocotte,
letto più tardi, avrebbe confermato.)
Mi conduceva la sua mano, allora, accettavo
la noia di misurare vestiti blu con pantaloni corti
in quel negozio al secondo o terzo piano,
con la promessa della panna all'antica
latteria Buona Fede, oggi cremeria
ma solo nel nome rinnovata, sempre la stessa,
stretta, profu8mata di latte, i vecchi arnesi
e l' "egregio" regalato alla signora
al banco (forse una figlia, una nipote...)
Vengo ancora, cara Buona Fede, per il semifreddo,
giacca e pantaloni (ancora blu). Da Genova passo di rado
per impegni professionali. Se mi fermo un attimo
e socchiudo gli occhi riesco persino a contare
i passi altrui, ascolto i mezzi discorsi
che mescolano Genova e il Sud. Da quel negozio
della Maddalena (1) ("Viva Maddalena" era Sergio Endrigo)
forse provengono ancora le note di "She loves you")
quattro giovani inglesi, non ancora famosi allora ...)
Cammino, volo lento sul mio tempo, finchè un lungo
vicolo in salita mi restituisce a Piazza De ferrari
nell'ora che corre e lavora. Si riprende...
(1) La Maddalena: quartiere del centro storico di Genova,
nella zona più caratteristica.

L'ora di Capo Sant'Andrea
Vedi, sarà che appena adesso
il sole si è nascosto dietro il verde
che circonda le nostre spiagge, sarà il mare placato
che ha raccolto il caldo del giorno,
sarà quello strano rosa che prende la roccia
a quest'ora, l'emozione sempre nuova di scoprire
il primo volatile puntuale, a sera, sulla riva
o il conversare abituale sottovoce degli stranieri
che aspettano la cena in veranda, ma questa
ovunque siamo, saremo è l'ora
di Capo sant'Andrea. Noi, in quel silenzio
odoroso di fiori ed erbe rare,
dialogo muto con la bellezza sopravvissuta
che i mostri del presente
non hanno soffocato. Così raro è l'incanto
che spegne lo sciocco rumore di moda.
Basta cogliere l'ora, ascoltare,
forse, attraverso le cose,
la nostra vera anima ancora ci parla
e sorride, come nel nostro tempo migliore...
torna
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